Nel 2007 Gianni Alemanno impostò la sua campagna elettorale a sindaco di Roma principalmente sulla sicurezza. Cavalcò l'onda dell'indignazione riguardo l'omicidio Reggiani, come da buona tradizione xenofobo fascista promise 20.000 espulsioni oltre alla promessa di migliorare la qualità della vita e lo sviluppo nella capitale.
Sono stato a Roma a cavallo tra Dicembre e Gennaio e ho trovato una città sempre più sporca, con la puzza di escrementi anche nelle vie principali, in stato di degrado e peggio di come l'avevo lasciata.
Ma questo è nulla in confronto all'ondata di violenza che ha invaso la capitale in barba alle dichiarazioni populiste del sindaco Alemanno.
Forse era troppo impegnato ad assumere parenti e amici neofascisti nelle municipalizzate di Roma, oppure era occupato a trovare i fondi per acquistare l'immobile in via Napoleaone III sede della peggior porcilaia fascista (leggi casapound).
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giovedì 5 gennaio 2012
giovedì 18 novembre 2010
Casal di Principe, dove lo Stato ha fallito
Un articolo pubblicato sul sito di notizie online Blitz Quotidiano, riporta che a Casal di Principe c'è malcontento nella popolazione a causa dell'arresto del boss della camorra Antonio Iovine.
"Con la camorra si viveva meglio" si sente dire dalle persone, "qui tutti rubano, i politici come i boss. Ma la differenza è che mentre i boss mangiano la torta ma ti danno anche una fetta, i politici mangiano solo per fatti loro". E ancora "I politici qui non ti stringono neanche la mano i boss ti salutano, sono educati, ti rispettano".
Se la prendono con Roberto Saviano perchè, a loro dire, li ha "rovinati".
In un paese alla rovescia come il nostro, chi denuncia la sub-cultura mafiosa rovina la gente. Mi sembra banale minimizzare dicendo che al sud sono abituati a queste cose, che i "terroni" sono abituati a convivere con le mafie ed è la classica roba da "meridionali".
Ad un occhio critico, la varità che traspare dalle parole dei cittadini di Casal di Principe è che lì lo Stato ha fallito, miseramente.
"Con la camorra si viveva meglio" si sente dire dalle persone, "qui tutti rubano, i politici come i boss. Ma la differenza è che mentre i boss mangiano la torta ma ti danno anche una fetta, i politici mangiano solo per fatti loro". E ancora "I politici qui non ti stringono neanche la mano i boss ti salutano, sono educati, ti rispettano".
Se la prendono con Roberto Saviano perchè, a loro dire, li ha "rovinati".
In un paese alla rovescia come il nostro, chi denuncia la sub-cultura mafiosa rovina la gente. Mi sembra banale minimizzare dicendo che al sud sono abituati a queste cose, che i "terroni" sono abituati a convivere con le mafie ed è la classica roba da "meridionali".
Ad un occhio critico, la varità che traspare dalle parole dei cittadini di Casal di Principe è che lì lo Stato ha fallito, miseramente.
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