"Se non ti se laureato a 28 anni sei uno sfigato" Parola di Michel Martone, vice ministro del lavoro, figlio di Antonio Martone, magistrato della Cassazione. Uno con i contatti in alto, cosa indispensabile in Italia se vuoi bruciare le tappe.
Uno da consulenze da 40.000 euro su i "problemi giuridici della digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche di paesi terzi" per la Pubblica Amministrazione di Renato Brunetta, grazie alle conoscenze i papà.
Uno di quelli che non esalta lo stile di vita di Drugo dei fratelli Coen mentre dovrebbe forse coglierne la serenità, come prerequisito per dare il vero valore alle cose.
Il classico discorso di chi ha la pancia piena e dall'alto della sua tavola imbandita spartisce sentenze nei confronti del prossimo. Certo se nel nuovo Governo c'è gente del genere, non è che si sono fatti grossi passi avanti rispetto al Governo precedente.
Forse molti si laureano tardi perchè devono mantenersi gli studi e non sono ricchi con papà magistrato-con-agganci-in politica-e-nei-salotti-che-contano (tipo le cene della P3)
Certo anche il brillantissimo Michel faceva il dog-sitter per potersi permettere di vivere da solo e studiare. Sfido chiunque a fare il dog sitter e trovare i soldi per:
- pagare affitto (a meno che papà non ti abbia comprato casa a tua insaputa)
- pagare bollette
- avere i soldi per supermercato (e si, se non mangi non vivi)
- pagarsi i trasporti (automobile o mezzi pubblici)
- pagarti le tasse universitarie
- vestiario
- varie ed eventuali (vacanze, viaggi, ecc...)
Caro Michel, l'umiltà è la caratteristica dei vincenti, non i titoli blasonati e le conoscenze influenti
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mercoledì 25 gennaio 2012
giovedì 5 gennaio 2012
I progressi di Roma grazie alla cura Alemanno
Nel 2007 Gianni Alemanno impostò la sua campagna elettorale a sindaco di Roma principalmente sulla sicurezza. Cavalcò l'onda dell'indignazione riguardo l'omicidio Reggiani, come da buona tradizione xenofobo fascista promise 20.000 espulsioni oltre alla promessa di migliorare la qualità della vita e lo sviluppo nella capitale.
Sono stato a Roma a cavallo tra Dicembre e Gennaio e ho trovato una città sempre più sporca, con la puzza di escrementi anche nelle vie principali, in stato di degrado e peggio di come l'avevo lasciata.
Ma questo è nulla in confronto all'ondata di violenza che ha invaso la capitale in barba alle dichiarazioni populiste del sindaco Alemanno.
Forse era troppo impegnato ad assumere parenti e amici neofascisti nelle municipalizzate di Roma, oppure era occupato a trovare i fondi per acquistare l'immobile in via Napoleaone III sede della peggior porcilaia fascista (leggi casapound).
Sono stato a Roma a cavallo tra Dicembre e Gennaio e ho trovato una città sempre più sporca, con la puzza di escrementi anche nelle vie principali, in stato di degrado e peggio di come l'avevo lasciata.
Ma questo è nulla in confronto all'ondata di violenza che ha invaso la capitale in barba alle dichiarazioni populiste del sindaco Alemanno.
Forse era troppo impegnato ad assumere parenti e amici neofascisti nelle municipalizzate di Roma, oppure era occupato a trovare i fondi per acquistare l'immobile in via Napoleaone III sede della peggior porcilaia fascista (leggi casapound).
giovedì 31 marzo 2011
Le figure femminili del Risorgimento
Relazione tenuta il 29 marzo 2011 dalla prof. Antonietta Zangardi
presso “Berardi cafè” di San Severo
nell’ambito delle serate culturali del “Centro Einaudi”
in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia
Nel Risorgimento le donne ebbero posizioni marginali? Furono relegate nel ruolo di compagne sbiadite ed insignificanti? Di mogli sedotte? Di zitelle devote? Di amanti? Oppure furono guerriere che si interessarono alle vicende politiche? Collaborarono con gli uomini nelle scelte che determinarono il futuro dell’Italia e dell’Europa? Coprirono ruoli decisionali e primari?
Cosa centrano le donne negli affari di guerra? Cosa nella politica e nella organizzazione degli Stati? Non dimentichiamo che siamo nel Milleottocento epoca in cui la donna era da considerare soprattutto come moglie degli eroi o madre virtuosa. Non dimentichiamo, ancora che fu proprio nel censimento del 1881 che furono inventate “le casalinghe”.
Tutte queste domande ci siamo poste per iniziare la ricerca delle donne che presero parte attiva al Risorgimento, perché nelle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, pochi si occupano delle donne che volevano essere italiane, presi come sono dagli eroi, dagli uomini che segnarono la nostra storia del Risorgimento.
Ecco che abbiamo cercato e trovato un po’ di donne che furono vere protagoniste della Storia del Risorgimento. Furono eroine e combattenti, ambasciatrici e rivoluzionarie. Si sono interessate di politica usando anche il sistema millenario del fascino femminile. Uscirono dai salotti e salirono sulle barricate, in una mobilitazione che è stata ingiustamente rimossa.
Cominciamo la breve carrellata con la donna simbolo del Risorgimento: Anita legata al grande Giuseppe Garibaldi in una storia d’amore, la più famosa di tutto il Risorgimento.
Un insigne studioso, Alberto Mario Banti, nota che Anita occupa circa dieci pagine delle centinaia delle Memorie, comprese quelle assai toccanti, ma un poco sbrigative della fuga da Roma, con lei incinta e malata, e della morte. Il vero protagonista di questa storia d’amore fu Garibaldi, perché la presenza di Anita nella sua vita fu devota e silenziosa.
Garibaldi era preso dalla seduzione della donna guerriera e nelle sue truppe non mancarono mai ragazze scappate di casa, travestite da uomo e pronte ad immolarsi in battaglia, come fece la ventenne Colomba Antonietti, che combattè a fianco del giovane marito ufficiale finché una cannonata le spezzò la schiena, mentre difendeva Roma dalle truppe francesi.
La presenza di queste donne erano eccezioni che la storiografia ufficiale ignorò.
Le donne di Giuseppe Mazzini furono abbastanza devote e silenziose, scapolo circondato da amiche, amanti ed alleate devotissime, come Giuditta Sidoli, che per seguirlo venne privata del diritto di vedere i figli e fu più volte arrestata.
Grande figura femminile fu la madre, Maria Mazzini Drago, che faceva sorridere i contemporanei a causa della sfrenata ammirazione riservata a qualunque prestazione dell’unico figlio maschio, dai voti di scuola, fino all’esilio. Interveniva nella sua vita sentimentale tenendogli la corrispondenza con un nugolo di amiche inglesi.
Virginia Oldoini, passata alla storia come la Contessa di Castiglione fu la più bella donna del secolo, che ha fatto l’Italia ed evitato al Papa di dover fuggire da Roma.
Donna straordinaria, molto in anticipo sui tempi, bellissima ed emancipata; innovò la corte incartapecorita di Torino e meravigliò quella brillante di Parigi: Cambiò la moda e i costumi sociali, e non solo, ciò che è più sconvolgente è che “fece politica”. Il suo contributo alla causa italiana, ingigantito dai divulgatori, fu ignorato dagli accademici in quanto sia le lettere che i documenti e le pagine di diario sulla sua relazione con l’imperatore Napoleone III furono distrutti dopo la sua morte.
Il cugino Camillo Benso, conte di Cavour l’aveva inviata a Parigi con l’obiettivo di entrare nelle grazie dell’imperatore. Solo lei con la sua bellezza e la sua spregiudicatezza poteva riuscirci. Il geniale Costantino Nigra, altro protagonista, accorto diplomatico del Risorgimento, ma poco ricordato, creò alla corte di Parigi un clima di attesa che la contessa saprà ben sfruttare. Virginia aveva solo diciotto anni ed aveva già incantato Torino. Il suo declino fu malinconico, resterà la storia di una donna dalla modernità incompresa e strumentalizzata dai suoi contemporanei.
Si poteva essere ammesse al Pantheon, in quanto mogli dell’eroe e così fu per Teresa Confalonieri, colta e raffinata, angosciata dopo aver convinto l’imperatore a commutare la condanna a morte del marito Federico Confalonieri, nel carcere a vita da scontare nella fortezza dello Spielberg.
Grande donna anche la madre del Confalonieri, Adelaide Cairoli, che aveva perso quattro dei suoi cinque figli maschi, senza mai smettere di incitarli all’amor di patria.
Amica di Teresa Confalonieri fu Antonietta De Pace, di Gallipoli. Fervente mazziniana, ardita e prudente, indomita e battagliera, prese parte attivamente ai moti del 1848, in terra d’Otranto. Istintiva e coraggiosa, donna moderna, senza tempo, lottò per il riscatto del suo popolo. Essendo nobile e ricca, istruita e bella, non aveva bisogno di cercare gloria, eppure non esitò a mettere in gioco tutto ciò che possedeva per combattere la tirannia e le ingiustizie.
Negli archivi troviamo lettere di eroi alle loro donne, non quelle di queste ai loro amati. Le lettere e le biografie delle donne subivano la censura prima della famiglia e poi quella della memoria.
Laura Guidi, docente dell’Università Federico II di Napoli, ha ricostruito uno scandalo avvenuto nel 1847, quando Enrichetta Di Lorenzo di 27 anni, sposata e madre di tre bambini, piantò tutto e fuggì con Carlo Pisacane, con due pistole pronte per il suicidio di entrambi nel caso li avessero arrestati. Condivisero un decennio di vita errabonda e di progetti rivoluzionari che lei valutava con maggiore lucidità di lui, tanto da opporsi con durezza alla spedizione di Sapri, dove Pisacane morì inutilmente insieme a decine di altri patrioti.
La scrittrice Marta Boneschi è autrice della biografia di Metilde Viscontini, una milanese borghese, cospiratrice nel 1821, amica del Foscolo e di Stendhal, aveva lasciato un marito violento, rivendicando la supremazia dei sentimenti come ragione d’ogni scelta politica e personale.
Anche la principessa Cristina Trivulzio di Belgiojoso, che si fa confiscare il patrimonio per motivi politici, fugge a Parigi, per un po’ si mantiene lavorando, apre salotti, fonda giornali ed ospedali e, trovandosi a Napoli durante la rivolta milanese del 1848, organizza in pochi giorni un piccolo esercito di volontari per correre in sostegno alla sua città.
Tutte queste sono solo alcune delle tante donne del Risorgimento che si attivarono per l’Unità del popolo italiano. E tutte queste donne sono troppo eccentriche per essere dei modelli. È per questo che furono dimenticate?
Sulle barricate delle cinque giornate morirono moltissime donne del popolo. Maria Canella, storica dell’Università di Milano, ricorda che il decesso “per fucilate” di molte donne fu registrato nell’Archivio di Stato. L’artigiana Luisa Battistotti Sassi, disarmò un soldato austriaco, ne catturò altri cinque con la sua pistola ed espugnò un deposito di munizioni sul Naviglio.
La condizione femminile dell’Ottocento era concentrata sul lavoro, molte le attività commerciali gestite da donne, aumentarono le maestre, le infermiere, le impiegate, le modiste. Nessuna di esse finì nei libri di Storia. Si riconosceva il lavoro maschile, alle donne si chiedeva di lavorare per “costruire la nazione”, valorizzando la loro missione naturale di educatrici e madri. Ecco perché parliamo di figure femminile, perché il ruolo delle donne era relegato a quello di educatrici che dovevano curare la mobilitazione delle coscienze per avviare un processo di identità nazionale, il cambiamento dei costumi e dei sentimenti del popolo italiano.
Per il resto la storia delle donne è arcinota a tutti: al voto ci arrivammo nel 1946, quarant’anni dopo la Finlandia.
presso “Berardi cafè” di San Severo
nell’ambito delle serate culturali del “Centro Einaudi”
in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia
Nel Risorgimento le donne ebbero posizioni marginali? Furono relegate nel ruolo di compagne sbiadite ed insignificanti? Di mogli sedotte? Di zitelle devote? Di amanti? Oppure furono guerriere che si interessarono alle vicende politiche? Collaborarono con gli uomini nelle scelte che determinarono il futuro dell’Italia e dell’Europa? Coprirono ruoli decisionali e primari?
Cosa centrano le donne negli affari di guerra? Cosa nella politica e nella organizzazione degli Stati? Non dimentichiamo che siamo nel Milleottocento epoca in cui la donna era da considerare soprattutto come moglie degli eroi o madre virtuosa. Non dimentichiamo, ancora che fu proprio nel censimento del 1881 che furono inventate “le casalinghe”.
Tutte queste domande ci siamo poste per iniziare la ricerca delle donne che presero parte attiva al Risorgimento, perché nelle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, pochi si occupano delle donne che volevano essere italiane, presi come sono dagli eroi, dagli uomini che segnarono la nostra storia del Risorgimento.
Ecco che abbiamo cercato e trovato un po’ di donne che furono vere protagoniste della Storia del Risorgimento. Furono eroine e combattenti, ambasciatrici e rivoluzionarie. Si sono interessate di politica usando anche il sistema millenario del fascino femminile. Uscirono dai salotti e salirono sulle barricate, in una mobilitazione che è stata ingiustamente rimossa.
Cominciamo la breve carrellata con la donna simbolo del Risorgimento: Anita legata al grande Giuseppe Garibaldi in una storia d’amore, la più famosa di tutto il Risorgimento.
Un insigne studioso, Alberto Mario Banti, nota che Anita occupa circa dieci pagine delle centinaia delle Memorie, comprese quelle assai toccanti, ma un poco sbrigative della fuga da Roma, con lei incinta e malata, e della morte. Il vero protagonista di questa storia d’amore fu Garibaldi, perché la presenza di Anita nella sua vita fu devota e silenziosa.
Garibaldi era preso dalla seduzione della donna guerriera e nelle sue truppe non mancarono mai ragazze scappate di casa, travestite da uomo e pronte ad immolarsi in battaglia, come fece la ventenne Colomba Antonietti, che combattè a fianco del giovane marito ufficiale finché una cannonata le spezzò la schiena, mentre difendeva Roma dalle truppe francesi.
La presenza di queste donne erano eccezioni che la storiografia ufficiale ignorò.
Le donne di Giuseppe Mazzini furono abbastanza devote e silenziose, scapolo circondato da amiche, amanti ed alleate devotissime, come Giuditta Sidoli, che per seguirlo venne privata del diritto di vedere i figli e fu più volte arrestata.
Grande figura femminile fu la madre, Maria Mazzini Drago, che faceva sorridere i contemporanei a causa della sfrenata ammirazione riservata a qualunque prestazione dell’unico figlio maschio, dai voti di scuola, fino all’esilio. Interveniva nella sua vita sentimentale tenendogli la corrispondenza con un nugolo di amiche inglesi.
Virginia Oldoini, passata alla storia come la Contessa di Castiglione fu la più bella donna del secolo, che ha fatto l’Italia ed evitato al Papa di dover fuggire da Roma.
Donna straordinaria, molto in anticipo sui tempi, bellissima ed emancipata; innovò la corte incartapecorita di Torino e meravigliò quella brillante di Parigi: Cambiò la moda e i costumi sociali, e non solo, ciò che è più sconvolgente è che “fece politica”. Il suo contributo alla causa italiana, ingigantito dai divulgatori, fu ignorato dagli accademici in quanto sia le lettere che i documenti e le pagine di diario sulla sua relazione con l’imperatore Napoleone III furono distrutti dopo la sua morte.
Il cugino Camillo Benso, conte di Cavour l’aveva inviata a Parigi con l’obiettivo di entrare nelle grazie dell’imperatore. Solo lei con la sua bellezza e la sua spregiudicatezza poteva riuscirci. Il geniale Costantino Nigra, altro protagonista, accorto diplomatico del Risorgimento, ma poco ricordato, creò alla corte di Parigi un clima di attesa che la contessa saprà ben sfruttare. Virginia aveva solo diciotto anni ed aveva già incantato Torino. Il suo declino fu malinconico, resterà la storia di una donna dalla modernità incompresa e strumentalizzata dai suoi contemporanei.
Si poteva essere ammesse al Pantheon, in quanto mogli dell’eroe e così fu per Teresa Confalonieri, colta e raffinata, angosciata dopo aver convinto l’imperatore a commutare la condanna a morte del marito Federico Confalonieri, nel carcere a vita da scontare nella fortezza dello Spielberg.
Grande donna anche la madre del Confalonieri, Adelaide Cairoli, che aveva perso quattro dei suoi cinque figli maschi, senza mai smettere di incitarli all’amor di patria.
Amica di Teresa Confalonieri fu Antonietta De Pace, di Gallipoli. Fervente mazziniana, ardita e prudente, indomita e battagliera, prese parte attivamente ai moti del 1848, in terra d’Otranto. Istintiva e coraggiosa, donna moderna, senza tempo, lottò per il riscatto del suo popolo. Essendo nobile e ricca, istruita e bella, non aveva bisogno di cercare gloria, eppure non esitò a mettere in gioco tutto ciò che possedeva per combattere la tirannia e le ingiustizie.
Negli archivi troviamo lettere di eroi alle loro donne, non quelle di queste ai loro amati. Le lettere e le biografie delle donne subivano la censura prima della famiglia e poi quella della memoria.
Laura Guidi, docente dell’Università Federico II di Napoli, ha ricostruito uno scandalo avvenuto nel 1847, quando Enrichetta Di Lorenzo di 27 anni, sposata e madre di tre bambini, piantò tutto e fuggì con Carlo Pisacane, con due pistole pronte per il suicidio di entrambi nel caso li avessero arrestati. Condivisero un decennio di vita errabonda e di progetti rivoluzionari che lei valutava con maggiore lucidità di lui, tanto da opporsi con durezza alla spedizione di Sapri, dove Pisacane morì inutilmente insieme a decine di altri patrioti.
La scrittrice Marta Boneschi è autrice della biografia di Metilde Viscontini, una milanese borghese, cospiratrice nel 1821, amica del Foscolo e di Stendhal, aveva lasciato un marito violento, rivendicando la supremazia dei sentimenti come ragione d’ogni scelta politica e personale.
Anche la principessa Cristina Trivulzio di Belgiojoso, che si fa confiscare il patrimonio per motivi politici, fugge a Parigi, per un po’ si mantiene lavorando, apre salotti, fonda giornali ed ospedali e, trovandosi a Napoli durante la rivolta milanese del 1848, organizza in pochi giorni un piccolo esercito di volontari per correre in sostegno alla sua città.
Tutte queste sono solo alcune delle tante donne del Risorgimento che si attivarono per l’Unità del popolo italiano. E tutte queste donne sono troppo eccentriche per essere dei modelli. È per questo che furono dimenticate?
Sulle barricate delle cinque giornate morirono moltissime donne del popolo. Maria Canella, storica dell’Università di Milano, ricorda che il decesso “per fucilate” di molte donne fu registrato nell’Archivio di Stato. L’artigiana Luisa Battistotti Sassi, disarmò un soldato austriaco, ne catturò altri cinque con la sua pistola ed espugnò un deposito di munizioni sul Naviglio.
La condizione femminile dell’Ottocento era concentrata sul lavoro, molte le attività commerciali gestite da donne, aumentarono le maestre, le infermiere, le impiegate, le modiste. Nessuna di esse finì nei libri di Storia. Si riconosceva il lavoro maschile, alle donne si chiedeva di lavorare per “costruire la nazione”, valorizzando la loro missione naturale di educatrici e madri. Ecco perché parliamo di figure femminile, perché il ruolo delle donne era relegato a quello di educatrici che dovevano curare la mobilitazione delle coscienze per avviare un processo di identità nazionale, il cambiamento dei costumi e dei sentimenti del popolo italiano.
Per il resto la storia delle donne è arcinota a tutti: al voto ci arrivammo nel 1946, quarant’anni dopo la Finlandia.
venerdì 11 febbraio 2011
Le prime pagine dei giornali
Non si fa altro che parlare di Rubygate, festini, giusto, non giusto, attacchi alla magistratura, parole eversive.......
Basta, voglio sentir parlare di investimenti per il futuro non di possibili leggi ad personam. La stragrande maggioranza dei giornali non fa altro che parlare (pro o contro) di questo volgare scempio delle nostre istituzioni, mentre i telegiornali se non parlano di politica ci morificano con la cronaca nera. Si concentra l'attenzione mediatica sul concetto di paura, del diverso come dell'inevitabile declino.
Negli altri paesi europei, i governi sono al lavoro per essere competitivi all'uscita dalla crisi. Investono in sviluppo e ricerca mentre l'unica cosa che il nostro governo ha saputo tirare fuori dal cilindro è la modifica dell'art. 41 della Costituzione.
I media amplificano questo malessere bombardandoci sempre con le stesse notizie, basta un comunicato stampa, una frase rilasciata all'uscita di un palazzo da parte del politico di turno che ecco le prime pagine, roboanti nei titoli quanto vuote nei contenuti.
Ci stanno asfissiando, narcotizzando, pronti per essere docili, servizievoli, assuefatti a tutto.
Basta, voglio sentir parlare di investimenti per il futuro non di possibili leggi ad personam. La stragrande maggioranza dei giornali non fa altro che parlare (pro o contro) di questo volgare scempio delle nostre istituzioni, mentre i telegiornali se non parlano di politica ci morificano con la cronaca nera. Si concentra l'attenzione mediatica sul concetto di paura, del diverso come dell'inevitabile declino.
Negli altri paesi europei, i governi sono al lavoro per essere competitivi all'uscita dalla crisi. Investono in sviluppo e ricerca mentre l'unica cosa che il nostro governo ha saputo tirare fuori dal cilindro è la modifica dell'art. 41 della Costituzione.
I media amplificano questo malessere bombardandoci sempre con le stesse notizie, basta un comunicato stampa, una frase rilasciata all'uscita di un palazzo da parte del politico di turno che ecco le prime pagine, roboanti nei titoli quanto vuote nei contenuti.
Ci stanno asfissiando, narcotizzando, pronti per essere docili, servizievoli, assuefatti a tutto.
martedì 30 novembre 2010
WikiLeaks pubblica missive su B. e chi le scrive non è un funzionario di terz'ordine
In questi giorni non si fa che parlare delle missive riservate di funzionari americani pubblicate da WikiLeaks. Tra queste anche dei giudizi su B. da parte di Elizabeth Dibble, funzionario dell'ambasciata USA a Roma.
I giudizi sono impietosi, si legge "incapace e vanitoso", si fa riferimento ai festini e pare che sia il portavoce di Putin in Europa. Della coppia B.-P. si fa allusione a qualche tipo di rapporto di affare personale che invece dovrebbe riguardare gli organi statali. Non voglio entrare nel merito della questione.
Il punto è che per B. stavolta non è la mafia a meditare vendetta su di lui, ma una qualche forma di complotto internazionale.
Dove gli altri stati coinvolti dal "caso WikiLeaks" confermano l'amicizia con gli USA e minimizzano l'accaduto. Lo stesso B. con tutto il suo enturage gridano al complotto, all'11 settembre dell'informazione, l'apocalisse....
B. stesso dichiara che quelle pubblicate da WikiLeaks sono missive di un funzionario americano di terz'ordine. Ancora una volta mente perche la biografia di Elizabeth Dibble sul sito del Dipartimento di Stato Americano, dimostra come sia un funzionario di prim'ordine, con 800 persone nel suo staff quando era in Italia ed ora è stata promossa, diventando assistente al segretario di stato (Hillary Clinton) per gli affari Europei ed Euroasiatici. In poche parole è a capo di tutte le ambasciate d'Europa.
Alla faccia del funzionario di terz'ordine
La verità è ancora stravolta da B. dove solo lui è la varità, in una forma di blasfemia autoritaria.
I giudizi sono impietosi, si legge "incapace e vanitoso", si fa riferimento ai festini e pare che sia il portavoce di Putin in Europa. Della coppia B.-P. si fa allusione a qualche tipo di rapporto di affare personale che invece dovrebbe riguardare gli organi statali. Non voglio entrare nel merito della questione.
Il punto è che per B. stavolta non è la mafia a meditare vendetta su di lui, ma una qualche forma di complotto internazionale.
Dove gli altri stati coinvolti dal "caso WikiLeaks" confermano l'amicizia con gli USA e minimizzano l'accaduto. Lo stesso B. con tutto il suo enturage gridano al complotto, all'11 settembre dell'informazione, l'apocalisse....
B. stesso dichiara che quelle pubblicate da WikiLeaks sono missive di un funzionario americano di terz'ordine. Ancora una volta mente perche la biografia di Elizabeth Dibble sul sito del Dipartimento di Stato Americano, dimostra come sia un funzionario di prim'ordine, con 800 persone nel suo staff quando era in Italia ed ora è stata promossa, diventando assistente al segretario di stato (Hillary Clinton) per gli affari Europei ed Euroasiatici. In poche parole è a capo di tutte le ambasciate d'Europa.
Alla faccia del funzionario di terz'ordine
La verità è ancora stravolta da B. dove solo lui è la varità, in una forma di blasfemia autoritaria.
mercoledì 24 novembre 2010
Amazon.it sbarca in Italia ma i prezzi sono più alti (di molto)
In Italia sbarca Amazon, il più grande rivenditore di prodotti on-line. Dalla musica a i libri, così non si dovrà più comprare all'estero ma direttamente in Italia.
Ma conviene?
Come segnalato dal DJ Prince Faster nella suo programma di ieri, pare che acquistare sul sito italiano di Amazon non convenga affatto.
Guardate i prezzi
Questa è Amazon Italia e il CD è Into the wild di Eddy Vadder, prezzo EUR 8,02

Questa è Amazon UK, stesso CD prezzo £2.99 pari a EUR 3,54

Ci sono EUR 4,5 in più se compri in Italia!!!
Ma continuiamo, album 10,000 days dei Tool, in Italia lo paghereste EUR 19,37

Stesso album su Amazon UK, prezzo £7.93 pari a EUR 9,93

In Italia costa quasi 10 Euro in più!!!!!
Questa è la notizia cruda, a voi i commenti.....
Ma conviene?
Come segnalato dal DJ Prince Faster nella suo programma di ieri, pare che acquistare sul sito italiano di Amazon non convenga affatto.
Guardate i prezzi
Questa è Amazon Italia e il CD è Into the wild di Eddy Vadder, prezzo EUR 8,02

Questa è Amazon UK, stesso CD prezzo £2.99 pari a EUR 3,54

Ci sono EUR 4,5 in più se compri in Italia!!!
Ma continuiamo, album 10,000 days dei Tool, in Italia lo paghereste EUR 19,37

Stesso album su Amazon UK, prezzo £7.93 pari a EUR 9,93

In Italia costa quasi 10 Euro in più!!!!!
Questa è la notizia cruda, a voi i commenti.....
giovedì 18 novembre 2010
La macchina del fango contro Saviano
Il Giornale raccoglie le firme contro Saviano, ancora una volta dobbiamo assistere alla deformazione della realtà.
Il direttore Sallusti si conferma quello che è, un fedelissimo di B., uno di quelli che dichiara di non lasciare la barca che affonda, a costo di affondarci insieme e tirare con se tutto il paese.
Purtroppo la verità è bel lontana da quello che dice Sallusti, basta guardare il video per capire che Saviano cita solamente fatti realmente accaduti, niente di più.
Pur di distogliere l'attenzione del paese dai fatti reali ci si inventa di tutto, si cerca di incattivire i cittadini del Nord Italia, di dividere questo povero paese, come se la Lega non bastasse a far leva sul populismo.
La macchina del fango è di nuovo all'opera e cerca consenso negli istinti più bassi del cittadino
Il direttore Sallusti si conferma quello che è, un fedelissimo di B., uno di quelli che dichiara di non lasciare la barca che affonda, a costo di affondarci insieme e tirare con se tutto il paese.
Purtroppo la verità è bel lontana da quello che dice Sallusti, basta guardare il video per capire che Saviano cita solamente fatti realmente accaduti, niente di più.
Pur di distogliere l'attenzione del paese dai fatti reali ci si inventa di tutto, si cerca di incattivire i cittadini del Nord Italia, di dividere questo povero paese, come se la Lega non bastasse a far leva sul populismo.
La macchina del fango è di nuovo all'opera e cerca consenso negli istinti più bassi del cittadino
venerdì 5 novembre 2010
La solitudine del sultano
Ieri ascoltando Paolo Mieli in una trasmissione televisiva, mi hanno colpito alcune sue considerazioni.
"B. è una persona che vive una grande solitudine affettiva, che ha bisogno di pagare per circondarsi di amici. E' circondato da persone incapaci di dargli i giusti consigli e chi gli vuole veramente bene dovrebbe redarguirlo da certi suoi comportamenti".
La mia riflessione è che forse è sul serio affettivamente solo, nessuno gli da i giusti consigli e tutti lo assecondano nel tentativo cannibalistico di ottenere favori. A pensar male invece si può credere che sia lui stesso a non accettare dissensi sui suoi comportamenti, visto che è un'uomo abituato da sempre a non essere ribattuto.
La verità non so quale sia, visto che non conosco personalmente B. ma come direbbe Aristotele forse la verità è nel mezzo.
"B. è una persona che vive una grande solitudine affettiva, che ha bisogno di pagare per circondarsi di amici. E' circondato da persone incapaci di dargli i giusti consigli e chi gli vuole veramente bene dovrebbe redarguirlo da certi suoi comportamenti".
La mia riflessione è che forse è sul serio affettivamente solo, nessuno gli da i giusti consigli e tutti lo assecondano nel tentativo cannibalistico di ottenere favori. A pensar male invece si può credere che sia lui stesso a non accettare dissensi sui suoi comportamenti, visto che è un'uomo abituato da sempre a non essere ribattuto.
La verità non so quale sia, visto che non conosco personalmente B. ma come direbbe Aristotele forse la verità è nel mezzo.
martedì 2 novembre 2010
Un popolo ignorante è più facile da governare
In più di un'occasione B. consiglia di non leggere i giornali, quindi di non informarsi tramite la carta stampata. Per fortuna c'è la rete dove ciascuno può trovare tutte le informazioni che gli occorrono per tenersi informato.
Purtroppo in Italia le persone si informano in maggior parte tramite la televisione, in seconda istanza tramite i giornali e solo una piccola di italiani si informa tramite la rete. Questo è dovuto ad una certa qual prigrizia del popolo italico. A questo aggiungete che buona parte delle televisioni sono controllate da B. così come parte della carta stampata e il gioco è fatto.
C'è l'intenzione di far credere agli italiani che "il governo del fare" è all'opera per risolvere i problemi del paese, che sono molti aggiungerei. Far credere che va tutto bene e magari bisognerebbe chiudere la bocca a chi parla di crisi. Mi piacerebbe sapere cos'hanno fatto i governi guidati da quest'uomo per migliorare la vita dei cittadini italiani.
Il fatto che in più di un'occasione B. inviti a non leggere i giornali e a non essere informati ha un non so che di diabolico.
Un popolo ignorante è più facile da governare
mercoledì 27 ottobre 2010
Il lusso della giusta retribuzione per il lavoro svolto
Il parlamento si ferma per tre settimane, questa è la denuncia di Rudi Russo, Coordinatore Nazionale Giovani IDV e Consigliere Regione Toscana sul suo blog. Cosa succede? Non c'è più niente da legiferare? L'emergenza rifiuti in Campania? La disoccupazione crescente? La riforma della scuola e dell'università? Il precariato? Potrei continuare per ore....
La cosa è passata un pò in sordina. Gli organi d'informazione televisivi, visto che l'italiano medio si informa dalla televisione, non hanno dato risalto alla notizia. Poi dicono che i Tg non sono in gran parte asserviti al potere della casta. Ma la cosa era prevedibile da qualche mese come dichiara il senatore Furio Colombo in un'intervista a Il Fatto Quotidiano.
Quando leggo che il parlamento si fermerà sul serio per tre settimane, subito mi si apre un cassetto nel cervello.
C'è ancora qualche parlamentare che afferma di non essere pagato abbastanza, cerco un pò (nemmeno tanto) e trovo l'intervista all'on. Gabriella Carlucci.
L'on. Carlucci afferma che lei lavora "Ventiquattrore su ventiquattro. Dormo tre o quattro ore per notte perché io da Montecitorio mi porto il lavoro a casa! Devo studiare, devo leggere… Faccio delle interpellanze? Ebbene, mi devo preparare, mica posso scrivere delle stronzate!".
Onorevole, lei non è l'unica a lavorare a casa su questo pianeta e le posso assicurare che la stragrande maggioranza non riceve compenso per il lavoro svolto fuori dagli orari canonici. Non vorrei portarle l'esempio di molti insegnanti che devono preparare la didattica a casa senza che vengano pagati. Molti dei quali sono malretribuiti e precari. Loro non prendono il suo stesso stipendio e non avranno la pensione d'oro che percepirà lei a fine mandato anzi, non sanno nemmeno se lo avranno un lavoro il prossimo anno scolastico. O di chi svolge un lavoro ad alto profilo intellettuale come chi fa ricerca, anche loro se non studiano e leggono rischiano di scrivere stronzate. Secondo lei questa gente non si porta il lavoro a casa? La differeza è che però non vengono retribuiti quanto lei. Solo per questo, onorevole, si dovrebbe vergognare.
Ma l'onorevole continua dicendo "Un operaio quando va a casa ha lasciato i suoi problemi nel suo ufficetto. Io quando vado a casa ho ancora i miei problemi di lavoro". Vengono quasi le lacrime agli occhi, poverina, si porta i problemi a casa...
Caro onorevole, vogliamo parlare di tutti i precari che non hanno la possibilità di un futuro dignitoso in questo paese governato da gente come lei? Persone che non possono permettersi una casa, perchè nessuna banca apre un mutuo ad un lavoratore con contratto a termine. Secondo lei questa gente non si porta i problemi a casa? Non pensa "Quando temina il mio contratto, se non trovo un lavoro, come farò a pagare l'affitto? Come farò a vivere?".
Lei, onorevole, è il perfetto rappresentante della casta di nominati, perchè lei non è stata eletta ma nominata. Nella sua cieca avidità ha perso totalmente il contatto con il paese reale. Tutti abbiamo diritto ad essere pagati per il proprio lavoro e visto che il suo stipendio e la pensione che ne deriverà sono "di lusso", la invito ad evitare paragoni con chi ha meno di lei e lavora almeno quanto lei. In questo paese spesso capita di continuare a lavorare anche se si viene pagati saltuariamente, perchè in tempi di crisi come questi non si riesce a trovare di meglio. Dovrebbe occuparsi di questo visto che, in quanto parlamentare, è una nostra dipendente.
Poi ci si chiede del perchè dilaga l'antipolitica.
Ps.
Invito a prendere visione del comunicato stampa dell'ACRI - Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa, "Gli Italiani e il Risparmio".
La cosa è passata un pò in sordina. Gli organi d'informazione televisivi, visto che l'italiano medio si informa dalla televisione, non hanno dato risalto alla notizia. Poi dicono che i Tg non sono in gran parte asserviti al potere della casta. Ma la cosa era prevedibile da qualche mese come dichiara il senatore Furio Colombo in un'intervista a Il Fatto Quotidiano.
Quando leggo che il parlamento si fermerà sul serio per tre settimane, subito mi si apre un cassetto nel cervello.
C'è ancora qualche parlamentare che afferma di non essere pagato abbastanza, cerco un pò (nemmeno tanto) e trovo l'intervista all'on. Gabriella Carlucci.
L'on. Carlucci afferma che lei lavora "Ventiquattrore su ventiquattro. Dormo tre o quattro ore per notte perché io da Montecitorio mi porto il lavoro a casa! Devo studiare, devo leggere… Faccio delle interpellanze? Ebbene, mi devo preparare, mica posso scrivere delle stronzate!".
Onorevole, lei non è l'unica a lavorare a casa su questo pianeta e le posso assicurare che la stragrande maggioranza non riceve compenso per il lavoro svolto fuori dagli orari canonici. Non vorrei portarle l'esempio di molti insegnanti che devono preparare la didattica a casa senza che vengano pagati. Molti dei quali sono malretribuiti e precari. Loro non prendono il suo stesso stipendio e non avranno la pensione d'oro che percepirà lei a fine mandato anzi, non sanno nemmeno se lo avranno un lavoro il prossimo anno scolastico. O di chi svolge un lavoro ad alto profilo intellettuale come chi fa ricerca, anche loro se non studiano e leggono rischiano di scrivere stronzate. Secondo lei questa gente non si porta il lavoro a casa? La differeza è che però non vengono retribuiti quanto lei. Solo per questo, onorevole, si dovrebbe vergognare.
Ma l'onorevole continua dicendo "Un operaio quando va a casa ha lasciato i suoi problemi nel suo ufficetto. Io quando vado a casa ho ancora i miei problemi di lavoro". Vengono quasi le lacrime agli occhi, poverina, si porta i problemi a casa...
Caro onorevole, vogliamo parlare di tutti i precari che non hanno la possibilità di un futuro dignitoso in questo paese governato da gente come lei? Persone che non possono permettersi una casa, perchè nessuna banca apre un mutuo ad un lavoratore con contratto a termine. Secondo lei questa gente non si porta i problemi a casa? Non pensa "Quando temina il mio contratto, se non trovo un lavoro, come farò a pagare l'affitto? Come farò a vivere?".
Lei, onorevole, è il perfetto rappresentante della casta di nominati, perchè lei non è stata eletta ma nominata. Nella sua cieca avidità ha perso totalmente il contatto con il paese reale. Tutti abbiamo diritto ad essere pagati per il proprio lavoro e visto che il suo stipendio e la pensione che ne deriverà sono "di lusso", la invito ad evitare paragoni con chi ha meno di lei e lavora almeno quanto lei. In questo paese spesso capita di continuare a lavorare anche se si viene pagati saltuariamente, perchè in tempi di crisi come questi non si riesce a trovare di meglio. Dovrebbe occuparsi di questo visto che, in quanto parlamentare, è una nostra dipendente.
Poi ci si chiede del perchè dilaga l'antipolitica.
Ps.
Invito a prendere visione del comunicato stampa dell'ACRI - Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa, "Gli Italiani e il Risparmio".
martedì 19 ottobre 2010
Tempi incerti
Tempi incerti quando, dopo tanto rumore sulla legalità da parte di Futuro e Libertà, li vediamo votare il commissione giustizia a favore dello scudo sul premier.
Tempi incerti quando tra enormi difficoltà si cerca di mandare in onda un programma che denuncia le organizzazioni mafiose ma possiamo gustarci Signorini che disquisisce sul figlio del camorrista nella casa del Grande Fratello, forse fa più audience la camorra vista dalle telecamere della casa.
Tempi incerti quando a Terzigno e a Cagliari i cittadini protestano per far valere i propri diritti sulla casa, sul lavoro, e come risposta dallo stato ci sono i soliti manganelli.
Tempi incerti quando per comprare casa non trovi nessuno che ti conceda un mutuo ma se hai società off-shore puoi comprare delle super ville (almeno 20) e magari governare un paese.....
Tempi incerti quando tra enormi difficoltà si cerca di mandare in onda un programma che denuncia le organizzazioni mafiose ma possiamo gustarci Signorini che disquisisce sul figlio del camorrista nella casa del Grande Fratello, forse fa più audience la camorra vista dalle telecamere della casa.
Tempi incerti quando a Terzigno e a Cagliari i cittadini protestano per far valere i propri diritti sulla casa, sul lavoro, e come risposta dallo stato ci sono i soliti manganelli.
Tempi incerti quando per comprare casa non trovi nessuno che ti conceda un mutuo ma se hai società off-shore puoi comprare delle super ville (almeno 20) e magari governare un paese.....
domenica 15 agosto 2010
La (dis)informazione del Tg1
Ieri il Tg1 come prima notizia, nell'edizione delle 20:30, ha dato: Prima notizia, Bossi che intima "milioni di persone pronte a scendere in piazza in caso di governo tecnico". Seconda notizia "Il Giornale afferma di avere documenti sconcertanti su Ginafranco Fini riguardo all'appartamento a Montecarlo". Poi passa alle previsioni del tempo di Ferragosto, con tanto di ostentazione tecnologica di lavagne digitali. Le notizie si susseguano, io aspetto di vedere quella che mi interessava.... Niente, titoli di coda.
Hanno omesso un fatto che risalta sulle prime pagine dei giornali, cioè la relazione di Banikitalia sul caso Verdini.....
Visto che il direttore Minzolini, fautore della giusta informazione (a suo dire), omette, vi segnalo io la notizia che trovate qui
Hanno omesso un fatto che risalta sulle prime pagine dei giornali, cioè la relazione di Banikitalia sul caso Verdini.....
Visto che il direttore Minzolini, fautore della giusta informazione (a suo dire), omette, vi segnalo io la notizia che trovate qui
venerdì 26 marzo 2010
Il Popolo dell'Amore
Queste riprese sono state effettuate durante la manifestazione indetta dal Popolo delle Libertà a Roma in favore del voto.
Il nuovo slogan di Silvio Berlusconi è: "...siamo il popolo dell'amore..."
Potete vedere come nel popolo dell'amore ci siano croci celtiche, saluti romani, espressioni di affetto tramite dito medio, escalamzioni come "...sei una merda..." oppure "...a morte Santoro..."
Ma chi dice di essere il popolo dell'amore non dovrebbe amare? Io qui vedo tanto odio....
Siamo di fronte all'ennesima idiosincrasia del Popolo delle Libertà. All'ennesimo slogan pubblicitario che vuole vendere un prodotto vuoto, al parlare senza cognizione di causa, alle parole che non seguono mai i fatti...
Il nuovo slogan di Silvio Berlusconi è: "...siamo il popolo dell'amore..."
Potete vedere come nel popolo dell'amore ci siano croci celtiche, saluti romani, espressioni di affetto tramite dito medio, escalamzioni come "...sei una merda..." oppure "...a morte Santoro..."
Ma chi dice di essere il popolo dell'amore non dovrebbe amare? Io qui vedo tanto odio....
Siamo di fronte all'ennesima idiosincrasia del Popolo delle Libertà. All'ennesimo slogan pubblicitario che vuole vendere un prodotto vuoto, al parlare senza cognizione di causa, alle parole che non seguono mai i fatti...
Documentazione New York Times
Vi posto il link della documentazione pubblicata dal New York Times sui casi di pedofilia di un sacerdote nei confronti di circa 200 bambini.
I fatti risalgono al periodo che va dal 1950 al 1974. La documentazione è corposa e dettagliata
I documenti sono qui
I fatti risalgono al periodo che va dal 1950 al 1974. La documentazione è corposa e dettagliata
I documenti sono qui
domenica 21 marzo 2010
Manifestazione in difesa del voto e distorsione della realtà
Ieri pomeriggio 20/03/2010 si è tenuta la manifestazione del Popolo delle Libertà "in difesa del voto". Gli organizzatori hanno dichiarato di aver raccolto in piazza un milione di persone!!! La questura che dichiarato che i partecipanti erano circa centomila...
I telegiornali hanno riportato la notizia con grande enfasi, sottolineando la presenza di un milione di persone e leggendo 2 righe sui dati della questura.
Chi ha l'occhio buono e lo spirito critico avrà notato, nelle immagini della manifestazione, un enorme palco e delle paratie laterali a Piazza S.Giovanni in modo da ridurne la capienza. Inoltre non si vedeva tutta quella gran ressa di persone come durante i concerti tenuti in quella piazza. Vorrei farvi anche notare che le inquadrature si soffermavano alle zone adiacenti al palco senza mostrare le strade laterali della piazza, che durante i concerti sono zeppe di persone.
Siamo di fronte all'ennesima distorsione della realtà, in quella piazza non ci sono mai state un milione di persone per la manifestazione "in difesa del voto" indetta dal Popolo delle Libertà.
Chi di voi ha visto il film V per Vendetta tratto dall'omonimo fumetto di Alan Moore illustrato da David Lloyd, ricorderà il motto del Gran Cancelliere Adam Sutler alla fine dei suoi discorsi.
Non mi stupirei se fra un pò vedremo anche sui nostri giornali il triste motto di regime: "L'ITALIA DOMINA"
p.s.
Il CO.I.S.P, Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia, ha rilasciato una dichiarazione sull'atteggiamento dei rappresentati del Popolo delle libertà ormai ribattezzato il Popolo dell'Amore.
Leggete un pò qui cosa fomentano, secondo il CO.I.S.P, questi individui che si autoproclamano paladini dell'amore.
p.s. 2
Ecco una foto aerea di piazza S.Giovanni durante la manifestazione
I telegiornali hanno riportato la notizia con grande enfasi, sottolineando la presenza di un milione di persone e leggendo 2 righe sui dati della questura.
Chi ha l'occhio buono e lo spirito critico avrà notato, nelle immagini della manifestazione, un enorme palco e delle paratie laterali a Piazza S.Giovanni in modo da ridurne la capienza. Inoltre non si vedeva tutta quella gran ressa di persone come durante i concerti tenuti in quella piazza. Vorrei farvi anche notare che le inquadrature si soffermavano alle zone adiacenti al palco senza mostrare le strade laterali della piazza, che durante i concerti sono zeppe di persone.
Siamo di fronte all'ennesima distorsione della realtà, in quella piazza non ci sono mai state un milione di persone per la manifestazione "in difesa del voto" indetta dal Popolo delle Libertà.
Chi di voi ha visto il film V per Vendetta tratto dall'omonimo fumetto di Alan Moore illustrato da David Lloyd, ricorderà il motto del Gran Cancelliere Adam Sutler alla fine dei suoi discorsi.
Non mi stupirei se fra un pò vedremo anche sui nostri giornali il triste motto di regime: "L'ITALIA DOMINA"
p.s.
Il CO.I.S.P, Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia, ha rilasciato una dichiarazione sull'atteggiamento dei rappresentati del Popolo delle libertà ormai ribattezzato il Popolo dell'Amore.
Leggete un pò qui cosa fomentano, secondo il CO.I.S.P, questi individui che si autoproclamano paladini dell'amore.
p.s. 2
Ecco una foto aerea di piazza S.Giovanni durante la manifestazione
venerdì 12 marzo 2010
Visita del Presidente della Repubblica Napolitano all'Università di Roma Tor Vergata
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è stato in visita, ieri 11 Marzo, all'Università di Roma Tor Vergata per la cerimonia inaugurale delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unita' d'Italia, aperta da un convegno nella Facolta' di Lettere e Filosofia.
All'uscita ha commentato con i giornalisti: "Qui si e' respirata una bella aria, altrove c'e' la bolgia..."
Una bella aria dice il Presidente, forse perchè tutti gli altri, dai professori a contratto ai ricercatori, dai tecnici agli studenti, non hanno potuto partecipare.
Questo ci fa capire quanto il Presidente Napolitano sia allineato con l'attuale classe politica, lontana dal percepire il paese reale. Che vive in un mondo ovattato dove "tira una bella aria".
Presidente, la bolgia è anche qui a Tor Vergata, dove c'è gente che su un anno NON viene pagata sette mesi pur continuando a lavorare sentendosi dire: "...l'unica cosa che puoi fare è continuare a lavorare". Oppure: "...per fare questo lavoro bisogna avere il sacro fuoco della ricerca".
Vorrei chiederle se è mai stato sette mesi senza percepire lo stipendio in vita sua? Quando arrivano le bollette o bisogna pagare l'affitto, non si salda con il "sacro fuoco" ne tanto meno "si respira una bella aria".
Se questa non la chiama bolgia...
Caro Presidente, sarebbe meglio che riallacci i contatti con il paese reale visto che non sta facendo una bella figura
All'uscita ha commentato con i giornalisti: "Qui si e' respirata una bella aria, altrove c'e' la bolgia..."
Una bella aria dice il Presidente, forse perchè tutti gli altri, dai professori a contratto ai ricercatori, dai tecnici agli studenti, non hanno potuto partecipare.
Questo ci fa capire quanto il Presidente Napolitano sia allineato con l'attuale classe politica, lontana dal percepire il paese reale. Che vive in un mondo ovattato dove "tira una bella aria".
Presidente, la bolgia è anche qui a Tor Vergata, dove c'è gente che su un anno NON viene pagata sette mesi pur continuando a lavorare sentendosi dire: "...l'unica cosa che puoi fare è continuare a lavorare". Oppure: "...per fare questo lavoro bisogna avere il sacro fuoco della ricerca".
Vorrei chiederle se è mai stato sette mesi senza percepire lo stipendio in vita sua? Quando arrivano le bollette o bisogna pagare l'affitto, non si salda con il "sacro fuoco" ne tanto meno "si respira una bella aria".
Se questa non la chiama bolgia...
Caro Presidente, sarebbe meglio che riallacci i contatti con il paese reale visto che non sta facendo una bella figura
giovedì 28 gennaio 2010
La visione sugli extracomunitari secondo Berlusconi (senza fraintendimenti)
"Da parte nostra non c'è nessuna volontà di avere uno scontro con le istituzioni. Non c'è nessuna volontà. Se poi le nostre parole sono fraintese, questa è un'altra cosa".
Queste sono state le parole del premier Silvio Berlusconi oggi a Reggio Calabria, dove si trovava con tutto l'esecutivo per un Consiglio dei Ministri straordinario.
Ma tra le sue dichiarazioni spunta anche:
"la riduzione degli extracomunitari in Italia significa meno forze che vanno a ingrossare le schiere dei criminali".
Proprio per non fraintenderci appunto, cosa avrà voluto dire? Perchè mi sembra chiaro:
MENO EXTRACOMUNITARI = MENO FORZE NELLE SCHIERE CRIMINALI
Non fa una piega....
A una visione superficiale ci si può indignare per un'uscita che sa di razzismo, ma volendo leggerla più profondamente è molto peggio.
Sappiamo tutti come sta a cuore la questione immigrazione alla Lega Nord, il nostro caro premier non ha voluto altro che dare una lisciata ai suoi alleati della Lega. Sopratutto in vista delle elezioni regionali di Marzo, visto che il balletto delle candidature è ancora aperto...
Alla fine però, chi ne fa le spese è sempre il più debole
Queste sono state le parole del premier Silvio Berlusconi oggi a Reggio Calabria, dove si trovava con tutto l'esecutivo per un Consiglio dei Ministri straordinario.
Ma tra le sue dichiarazioni spunta anche:
"la riduzione degli extracomunitari in Italia significa meno forze che vanno a ingrossare le schiere dei criminali".
Proprio per non fraintenderci appunto, cosa avrà voluto dire? Perchè mi sembra chiaro:
MENO EXTRACOMUNITARI = MENO FORZE NELLE SCHIERE CRIMINALI
Non fa una piega....
A una visione superficiale ci si può indignare per un'uscita che sa di razzismo, ma volendo leggerla più profondamente è molto peggio.
Sappiamo tutti come sta a cuore la questione immigrazione alla Lega Nord, il nostro caro premier non ha voluto altro che dare una lisciata ai suoi alleati della Lega. Sopratutto in vista delle elezioni regionali di Marzo, visto che il balletto delle candidature è ancora aperto...
Alla fine però, chi ne fa le spese è sempre il più debole
domenica 17 gennaio 2010
Le Curie Vaticane e i Precari della scuola
Non sono mai stato un anticlericale ma i privilegi riservati dallo Stato Italiano nei confronti delle Curie Vaticane sta superando il limite. Anche perchè il privilegio si riflette su quei cittadini italiani, che dovrebbero avere gli stessi diritti di qualsiasi cittadino, ma essendo vicini alle Curie godono dei trattamenti di favore da parte dello stato Italiano.
Mentre i precari della scuola sono sul piede di guerra perchè buona parte di loro non sono stati ri-assunti per mancanza di fondi, mentre il corpo docente è in subbuglio perchè non vede rinnovato il proprio contratto sempre per mancanza di fondi, zitti zitti gli insegnanti di religione troveranno nella busta paga di maggio il "recupero" degli scatti (del 2,5 per cento per ogni biennio, a partire dal 2003) sulla quota di retribuzione esclusa in questi anni dal computo, fatti i conti è un bel gruzzoletto.
Ma è davvero necessaria questa spesa, mentre ci sono giovani precari nella scuola che non riescono a costruirsi un futuro a causa della situazione lavorativa incerta. Uno schiaffo morale e uno sberleffo al precariato visto che gli insegnanti di religione godono già di innumerevoli privilegi tra i quali l'accesso alla cattedra su segnalazione dell'ordinario diocesano, l'assunzione sulla base di un successivo concorso riservato, il passaggio ad altra cattedra in caso di perdita del requisito per insegnare la religione.
Tutti quei giovani che fanno una lunga gavetta nella scuola, che si prefiggono il compito di istruire le generazioni future, vengono trattati a pesci in faccia, una vergogna....
Mentre i precari della scuola sono sul piede di guerra perchè buona parte di loro non sono stati ri-assunti per mancanza di fondi, mentre il corpo docente è in subbuglio perchè non vede rinnovato il proprio contratto sempre per mancanza di fondi, zitti zitti gli insegnanti di religione troveranno nella busta paga di maggio il "recupero" degli scatti (del 2,5 per cento per ogni biennio, a partire dal 2003) sulla quota di retribuzione esclusa in questi anni dal computo, fatti i conti è un bel gruzzoletto.
Ma è davvero necessaria questa spesa, mentre ci sono giovani precari nella scuola che non riescono a costruirsi un futuro a causa della situazione lavorativa incerta. Uno schiaffo morale e uno sberleffo al precariato visto che gli insegnanti di religione godono già di innumerevoli privilegi tra i quali l'accesso alla cattedra su segnalazione dell'ordinario diocesano, l'assunzione sulla base di un successivo concorso riservato, il passaggio ad altra cattedra in caso di perdita del requisito per insegnare la religione.
Tutti quei giovani che fanno una lunga gavetta nella scuola, che si prefiggono il compito di istruire le generazioni future, vengono trattati a pesci in faccia, una vergogna....
giovedì 14 gennaio 2010
Il Partito Democratico tra le elezioni nel Lazio e la sua anima
E' ufficiale, Emma Bonino sarà la candidata del PD alle elezioni regionali che si terranno a marzo. nizia così la campagna elettorale nel Lazio, che vede contrapposta alla radicale, l'ex sindacalista Renata Polverini, appoggiata dal Pdl e dall'Udc.
Quello che mi chiedo è come il Partito Democratico possa affrontare una campagna elettorale quando nel suo partito c'è chi rema contro e spera che la Bonino non vinca le elezioni.
Mi riferisco a Paola Binetti che ha dichiarato:
"Innanzitutto vediamo se vince, io sono convinta che non vincerà perché gli elettori premieranno le mie posizioni e non le sue" Roma, 7 gen. (Apcom)
"Non voterò per la Bonino, non farò campagna elettorale a suo favore anche se non la farò per gli avversari. Devo riflettere se votare la Polverini, è una persona eccellente" Roma, 7 gen. (Apcom)
Siamo di fronte a una contraddizione interna, un'idiosincrasia del proprio partito. Come reagisce la dirigenza del Partito Democratico?
Un inaudito silenzio....
Siamo ormai abituati a vedere quest'entità senz'anima, che è il Partito Democratico, che si trascina in balia delle correnti inconciliabili che lo attraversano.
Quello che mi chiedo è come il Partito Democratico possa affrontare una campagna elettorale quando nel suo partito c'è chi rema contro e spera che la Bonino non vinca le elezioni.
Mi riferisco a Paola Binetti che ha dichiarato:
"Innanzitutto vediamo se vince, io sono convinta che non vincerà perché gli elettori premieranno le mie posizioni e non le sue" Roma, 7 gen. (Apcom)
"Non voterò per la Bonino, non farò campagna elettorale a suo favore anche se non la farò per gli avversari. Devo riflettere se votare la Polverini, è una persona eccellente" Roma, 7 gen. (Apcom)
Siamo di fronte a una contraddizione interna, un'idiosincrasia del proprio partito. Come reagisce la dirigenza del Partito Democratico?
Un inaudito silenzio....
Siamo ormai abituati a vedere quest'entità senz'anima, che è il Partito Democratico, che si trascina in balia delle correnti inconciliabili che lo attraversano.
lunedì 11 gennaio 2010
Berlusconi - Ferite e cerotti
Ultimamente riguardavo le immagini del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi durante il suo ferimento ad opera di Tartaglia e in seguito quelle delle sue prime uscite.
Da premettere che non voglia alzare nessun grido al complotto e non ero tra quelli che credevano ad una montatura dell'accaduto.
Voglio solo analizzare insieme a voi le immagini senza commentarle, a voi il giudizio sulle incongruenze...

In questa prima immagine presa dal Tg3, si vede come il volto del Presidente del Consiglio con una ferita al labbro superiore quasi al centro, approssimativamente avanti gli incisivi superiori. Sono visibili gli incisivi inferiori macchiati di sangue. Parte del volto è macchiata di sangue ma sembra a causa di un primo intervento a tamponare la ferita, sotto l'occhio sinistro pare ci sia un taglio a fianco al naso. Il resto del volto non presenta ferite.

Questa immagine sembra confermare la lesione al labbro e il taglio sotto l'occhio sinistro, il resto del volto appare intatto.

Questa è l'immagine dell'uscita dall'ospedale, sul volto è presente un vistoso cerotto che copre quasi completamente la guancia sinistra, l'un'altro cerotto è apposto sul naso.

Quest'immagine tratta dal blog San Precario ci mostra Berlusconi alla sua prima uscita pubblica, è ancora visibile il cerotto sul naso mentre un'altro cerotto è posto sulla guancia sinistra. Nessuna medicazione è presente sul labbro e sotto l'occhio sinistro.

Infine Berlusconi senza bende, il make up fa il suo compito ma è ben visibile il taglio sul labbro superiore, nessun segno sotto l'occhio sinistro ne sulla guancia sinistra
Da premettere che non voglia alzare nessun grido al complotto e non ero tra quelli che credevano ad una montatura dell'accaduto.
Voglio solo analizzare insieme a voi le immagini senza commentarle, a voi il giudizio sulle incongruenze...

In questa prima immagine presa dal Tg3, si vede come il volto del Presidente del Consiglio con una ferita al labbro superiore quasi al centro, approssimativamente avanti gli incisivi superiori. Sono visibili gli incisivi inferiori macchiati di sangue. Parte del volto è macchiata di sangue ma sembra a causa di un primo intervento a tamponare la ferita, sotto l'occhio sinistro pare ci sia un taglio a fianco al naso. Il resto del volto non presenta ferite.

Questa immagine sembra confermare la lesione al labbro e il taglio sotto l'occhio sinistro, il resto del volto appare intatto.

Questa è l'immagine dell'uscita dall'ospedale, sul volto è presente un vistoso cerotto che copre quasi completamente la guancia sinistra, l'un'altro cerotto è apposto sul naso.

Quest'immagine tratta dal blog San Precario ci mostra Berlusconi alla sua prima uscita pubblica, è ancora visibile il cerotto sul naso mentre un'altro cerotto è posto sulla guancia sinistra. Nessuna medicazione è presente sul labbro e sotto l'occhio sinistro.

Infine Berlusconi senza bende, il make up fa il suo compito ma è ben visibile il taglio sul labbro superiore, nessun segno sotto l'occhio sinistro ne sulla guancia sinistra
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